Il Prologo dei Telchini
Nel prologo degli Aitia, Callimaco invoca Apollo e le Muse: la loro presenza legittima la sua vocazione poetica. Il poeta polemizza con i telchini, presentati come critici e rivali legati all’imitazione di Omero, e difende una poesia nuova, lontana dalla ricerca della sola ampiezza epica. La sua poetica privilegia brevità, raffinatezza (leptotes) e varietà (poikilia). Il distico elegiaco e le metafore contribuiscono alla finezza del testo.
Acontio e Cidippe
Nel terzo libro degli Aitia, Acontio, giovane di Ceo, lancia una mela incisa con una promessa rivolta ad Artemide: Cidippe la raccoglie e resta legata a quella promessa. Quando si ammala prima del matrimonio, un oracolo spiega la malattia come segno del giuramento involontario; i genitori accettano quindi le nozze.
- Il racconto collega una vicenda individuale all’origine della stirpe degli Aconisiadi: è un esempio di eziologia.
- La mela, apparentemente innocua, determina uno sviluppo inatteso, elemento di raffinatezza narrativa.
- I due episodi mostrano aspetti complementari della poetica callimachea: nel prologo la riflessione sulla poesia, nel mito la narrazione eziologica, concisa e varia.