Dall’Esteta al poeta-vate
D’Annunzio concepisce la vita come un’opera d’arte e, nella fase dell’Estetismo, assume la bellezza come valore supremo, privilegiando raffinatezza e piaceri mondani. In Il Piacere, Andrea Sperelli, suo alter ego, incarna l’esteta ma si rivela incapace di dominare la realtà: la sua debolezza prepara il passaggio al Superuomo, individuo eccezionale che si pone al di sopra della morale comune. D’Annunzio si presenta così come poeta-vate, guida e cantore della nazione.
Letteratura e azione politica
Durante la Prima guerra mondiale D’Annunzio sostiene l’interventismo e partecipa al conflitto; tra i gesti ricordati dalla fonte c’è il volo su Vienna. Dopo la guerra definisce vittoria mutilata la delusione per i territori non ottenuti. Nel 1919 guida l’occupazione di Fiume, conclusa con lo sgombero dell’esercito italiano nel Natale di sangue del 1920.
Il Panismo
- In Alcyone, terzo libro delle Laudi, il Panismo esprime la fusione tra essere umano e natura. Ne La pioggia nel pineto, la pioggia e il paesaggio accompagnano la metamorfosi dei due amanti. Per D’Annunzio, questa esperienza si collega al Superuomo, capace di oltrepassare i limiti umani.