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Filosofia · 21. Hannah Arendt

Opere principali: Le origini del totalitarismo, La banalità del male, Vita activa

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Totalitarismo: ideologia e terrore

In Le origini del totalitarismo, Hannah Arendt analizza il totalitarismo come una forma di dominio nuova, distinta dalla semplice dittatura. Lo descrive attraverso due elementi connessi:

  • Ideologia: una visione che pretende di spiegare integralmente la storia e non ammette dubbi.
  • Terrore: una forma di dominio esercitata anche attraverso la polizia segreta e i campi di concentramento. Il campo è presentato come il luogo in cui il regime mira a distruggere l'individualità.

La banalità del male

Nel resoconto del processo a Adolf Eichmann, Arendt mette in discussione l'idea che il male estremo debba derivare da una personalità eccezionalmente malvagia. Eichmann appare come un burocrate che si giustifica richiamandosi agli ordini ricevuti e alla legge. La banalità del male indica il rischio che persone comuni partecipino a crimini gravissimi rinunciando al giudizio e al pensiero autonomo; non significa che il male sia innocuo.

Vita activa: lavoro, opera, azione

Arendt distingue tre attività: il lavoro, legato alla sopravvivenza biologica e a un ciclo ricorrente; l'opera, che costruisce oggetti durevoli; e l'azione, svolta con gli altri attraverso parole e fatti. La trattazione le dispone in una gerarchia culminante nell'azione, associata alla politica e alla libertà. La società moderna, concentrata sulla produzione e sul consumo, rischia di trascurare questa capacità di agire insieme e iniziare qualcosa di nuovo.

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