La nascita della fotografia: Niépce, Daguerre, Talbot, Muybridge, Nadar e i rapporti con l'arte
La fotografia nasce dal tentativo di fissare le immagini proiettate dalla camera ottica, già usata dai pittori per studiare la prospettiva. Niépce ottiene un’immagine stabile con l’eliografia: in Veduta dalla finestra a Le Gras la luce indurisce il bitume steso su una lastra di peltro, che viene poi lavata. La lunga esposizione produce un’immagine poco nitida e con ombre anomale.
Daguerre perfeziona il procedimento e presenta il dagherrotipo nel 1839: la lastra argentata dà un’immagine positiva diretta, ricca di dettagli ma non riproducibile. Talbot, invece, introduce con il calotipo il sistema negativo-positivo, che consente di ottenere più copie su carta, anche se meno nitide.
Fotografia e ricerca artistica
- Nadar valorizza il ritratto come interpretazione della personalità: in Ritratto di Sarah Bernhardt luce laterale e sfondo neutro concentrano l’attenzione sul soggetto. Nel 1874 ospita nel suo studio la prima mostra degli impressionisti.
- Muybridge usa la cronofotografia per scomporre il movimento: in Sallie Gardner at a Gallop una sequenza di scatti mostra le fasi del galoppo. Le sue immagini offrono agli artisti, tra cui Degas, riferimenti per osservare movimenti difficili da cogliere a occhio nudo. La fotografia diventa così strumento artistico e scientifico, mentre contribuisce a orientare la pittura verso nuove ricerche visive.