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Scienze Naturali · 9. Modellamento del rilievo terrestre

Degradazione meteorica e fenomeni franosi: disgregazione fisica e alterazione chimica delle rocce, tipologie di frane (crollo, scivolamento, colata), fattori predisponenti e scatenanti, la frana di Sarno (1998) come caso di studio

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Degradazione meteorica: fisica e chimica

Le rocce esposte all’aria e all’acqua subiscono una degradazione meteorica continua, che prepara materiale sciolto per le frane. La disgregazione fisica riduce la roccia in frammenti senza cambiare i minerali: il crioclastismo sfrutta il gelo, con Vghiaccio=1,09⋅VacquaV_{ghiaccio} = 1,09 \cdot V_{acqua}; il termoclastismo dipende dagli sbalzi termici; l’aloclastismo dalla cristallizzazione dei sali. L’alterazione chimica modifica i minerali: l’ossidazione attacca il ferro; la carbonatazione scioglie il calcare e produce ioni solubili, aprendo grotte e doline nel carsismo.

Frane, tipi e fattori

Una frana è la discesa rapida di roccia, terra o detriti lungo un pendio. Si distinguono:

  • crollo: caduta libera di massi da pareti ripide;
  • scivolamento: massa compatta che scivola su una superficie;
  • colata: terra e roccia mescolate a molta acqua.

L’equilibrio si valuta con Fs=FresistentiFspingentiF_s = \frac{F_{resistenti}}{F_{spingenti}}: se Fs≤1F_s \leq 1, la frana può innescarsi. I fattori predisponenti rendono il pendio fragile; quelli scatenanti rompono l’equilibrio, come piogge eccezionali, terremoti o scavi alla base.

Caso di Sarno

Nel maggio 1998, in Campania, piogge intense saturarono ceneri vulcaniche appoggiate su calcare; il terreno cedette come colata rapida di fango, a oltre 20 m/s20 \text{ m/s}, causando 160 vittime.

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