Origini e contesto
Umberto Saba, pseudonimo di Umberto Poli, nasce a Trieste nel 1883. La madre, Felicita Rachele Cohen, è ebrea; il padre, Ugo Edoardo Poli, cristiano, si allontana dalla famiglia prima della sua nascita. Saba lo conosce soltanto da adulto. Nei primi anni è affidato alla balia Peppa Sabaz, dalla quale viene separato quando ha tre anni: questa esperienza è stata collegata alla sua scissione interiore e ai successivi disagi. Trieste, città di confine e crocevia culturale, contribuisce alla sua percezione di diversità e isolamento.
Identità e persecuzione
L’identità ebraica è un elemento importante della sua esperienza. In La capra, l’immagine dell’animale sofferente richiama anche il dolore del popolo ebraico e si apre a una riflessione più ampia sulla sofferenza. Nel 1938 le leggi razziali fasciste lo costringono a cedere formalmente la libreria antiquaria e ad allontanarsi da Trieste. Durante la persecuzione trova rifugio e protezione, anche grazie a Eugenio Montale.
Psicoanalisi e poesia
- Nel 1929 Saba intraprende un percorso di psicoanalisi con il medico triestino Edoardo Weiss. L’analisi lo aiuta a interrogare i traumi infantili e a cercare verità nascoste dietro le apparenze. La poesia diventa così una forma di autoanalisi: attraverso parole semplici, Saba esplora il proprio mondo interiore e il dolore.